I trulli, immersi tra le lunghe distese dei campi coltivati, isolati sotto un grande albero dalla folta chioma o realizzati in piccole corti nei centri abitati, rappresentano la tipica architettura contadina di vaste aree della Puglia.
Il territorio pugliese presenta differenti tipologie abitative, in relazione al luogo in cui tradizionalmente furono realizzate ed al nome che hanno assunto nelle diverse zone della Regione. Quando si parla di “trulli“, si fa riferimento alle tipiche abitazioni concentrate in Valle d’Itria, in particolar modo nella città di Alberobello, in provincia di Bari, dove vi è il numero maggiore di esemplari.
Queste abitazioni tradizionali sono tutt’ora interamente costruite “a secco“, come avveniva secoli fa, ovvero senza l’utilizzo di malte o altri collanti. La staticità della struttura sta nella sapienza delle maestranze che, incastrando ad arte varie pietre di diverse forme e dimensioni, culminanti da lastre di copertura, danno vita a queste particolari costruzioni.

La struttura dei trulli
I massi utilizzati non provenivano da cave limitrofe, bensì si trattava di un riutilizzo delle rocce presenti in natura nei terreni incolti oppure dai prodotti di scarto ottenuti dall’escavazione di pozzi e cisterne. Questo “spietramento” permetteva ai contadini di avere un duplice vantaggio: la pulizia delle terre da coltivare e la possibilità di usufruire di un rifugio per l’intera stagione lavorativa.
La struttura di base dei trulli è molto semplice: si tratta di un corpo centrale di forma conica con un ingresso da cui si accede all’unica camera, spesso senza finestre o con piccole aperture per il passaggio della luce.
Questa poggia direttamente sulla terra battuta oppure si innalza su uno scavo ipogeo che funge da cisterna d’acqua. La sua tipica copertura a cono rovesciato nasce dalla sovrapposizione di pietre piatte, poste in cerchi concentrici, che man mano si restringono fino al vertice. Qui, sul vertice, si trova il tipico pinnacolo: un elemento decorativo che identifica la famiglia proprietaria.
La simbologia
Allo stesso modo dei pinnacoli, è frequente vedere dei particolari simboli dipinti in bianco di calce sulla superficie del cono. Si tratta di diversi soggetti schematizzati ti natura pagana, cristiana e magica. Sono simboli apotropaici e propiziatori, di origine antica, persino primitiva, alcuni ancora non pienamente interpretati.
Le arcaiche superstizioni degli avi hanno da sempre influenzato le azioni quotidiane, così gli abitanti di Alberobello utilizzavano questi simboli per chiedere la difesa dalle forze maligne e la benevolenza delle divinità protettrici. Allo stesso modo avveniva con la simbologia cristiana, con rappresentazioni schematiche di Cristo, della Madonna o di altri simboli sacri.

L’evoluzione dei primi semplici modelli, ha fatto sì che potessero comparire costruzioni sempre più complesse. Tra questi troviamo i cosiddetti “Trulli siamesi“, ovvero due trulli fusi assieme, caratterizzati da due tetti conici; il “Trullo Sovrano“, il più grande esistente, l’unico esempio sviluppato su due piani; oppure la Chiesa di Sant’Antonio, l’unica chiesa realizzata a forma di trullo, con scalinata d’ingresso, rosone sulla facciata, cappelle laterali ed un campanile.
Patrimonio dell’Umanità
La particolarità del centro antico di Alberobello e della Valle d’Itria in genere, attira numerosissimi visitatori nazionali ed internazionali, curiosi di scoprire questa meraviglia pugliese unica nel suo genere. L’identità del luogo, la sua originalità ed il valore storico-artistico di queste architetture, sono valse il titolo di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1996.
